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Super@bility

Dal 2019, il Festival Cartoon Club ha attivato il progetto Super@bility che utilizza cartoon e fumetti come mezzi per orientare, in particolare le nuove generazioni, verso nuovi modelli relazionali nei confronti delle persone disabili.

Le varie attività del progetto, laboratori, proiezioni, pubblicazioni, mostre, intendono incrementare un atteggiamento solidale che sostituisca le dinamiche discriminatorie che ancora persistono verso i disabili. Disabilità ovvero qualsiasi limitazione della capacità di agire. Ridotta capacità di interazione con l’ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, meno autonomia nello svolgere attività quotidiane e spesso partecipare alla vita sociale.

Una tematica che fa paura e che tendiamo ad allontanare quasi con un senso di fastidio oppure accettiamo con un mero senso di pietismo. Ma a ben pensarci non siamo tutti un po’ disabili? Ognuno di noi possiede abilità differenti ed è carente in qualcosa! La disabilità non è una diversità, ma una condizione di vita. Ogni individuo è diverso dall’altro senza che per questo venga a meno il proprio valore. I veri limiti esistono solo nel nostro “guardare gli altri”. Siamo tutti mondi e modi di essere.

Il progetto che Cartoon Club ha ideato intende abbattere le barriere tanto tornate di moda oggi. E’ un volere interagire con “l’altro da noi”. L’altro è il nostro specchio, ci mostra quello che non vorremmo vedere, ma che esiste e che occorre si senta riconosciuto dal nostro vivere, in una contaminazione reciproca continua, di confronto e di relazioni.

L’immagine che nel tempo si è costruita nei confronti della disabilità ne mette in risalto i limiti, le difficoltà che la caratterizza. Come conseguenza ha creato l’esclusione, la marginalizzazione e a volte anche l’occultamento. Il progetto intende invece contribuire all’abbattimento dei pregiudizi nei confronti della disabilità. Percepire la disabilità non più come un limite, ma come un valore, un motivo di crescita personale. Questo per fare sì che si possa abbattere la barriera più insidiosa: quella culturale. Ezio Bosso (pianista, compositore e direttore orchestra affetto da una sindrome neurovegetativa) ha detto in una intervista “Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono”. Possiamo controbattere tale affermazione? No, possiamo solo intervenire EDUCANDOCI tutti e con questo progetto speriamo di contribuire a farlo.

Il laboratorio, a cura di Massimo Modula e Laura Fuzzi, si svolgerà dal 12 al 16 luglio e sarà dedicato alle le persone con disabilità che trascorrono l’estate nel CSO diurno presso l’Ass. Sergio Zavatta Onlus. La sera di sabato 17 luglio, i lavori realizzati durante il laboratorio verranno proiettati per il pubblico.

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