Mostre

OSVALDO CAVANDOLI
La Linea e altro…

Palazzo del Podestà – Sala dell’Arengo
Piazza Cavour, Rimini 30 giugno / 31 luglio 2016
Ingresso libero

Orari:
11.00 – 19.00 dal mercoledì al venerdì
11.00 – 21.00 sabato e domenica
Chiuso lunedì e martedì

Osvaldo-Cavandoli

Cartoon Club rende omaggio all’opera di Osvaldo Cavandoli, un nome tra i più significativi del disegno italiano con  una mostra a cura di Sabrina Zanetti, Nedo Zanotti e Roberto Sardo che avrà come punto di attrazione principale l’esposizione di disegni originali realizzati da Cavandoli, di fotografie, materiali di lavoro (storyboard, bozzetti, memorabilia, ecc.) per la realizzazione delle sue animazioni e una sezione con le opere che l’autore ha donato ad amici e colleghi durante il corso della sua vita, sarà, inoltre, allestita un’area per la visione dei suoi cortometraggi animati.
La mostra è organizzata grazie al contributo di Sergio Cavandoli e di Quipos s.r.l.
Osvaldo Cavandoli, detto “Cava”, è nato a Maderno  sulle rive del lago di Garda nel 1920. La sua famiglia si trasferisce subito a Milano, città che non ha più abbandonato.  Assiduo turista della riviera romagnola trascorre tutte le estati per oltre 40 anni sotto gli ombrelloni della spiaggia di Torre Pedrera di Rimini, qui fino al 2006 è stato co-organizzatore del Festival del Cinema d’Animazione Cartoon Club (fin dalla prima edizione storica del 1985 con i corti in super 8 e 16 mm. nella vecchia Pescheria di piazza Cavour).
Nel 1938 lavora all’Alfa Romeo e al Cemsa di Saronno, per poi dedicarsi definitivamente al cinema d’animazione con la tecnica dei pupazzi animati. Dal 1965 al 1967 lavora con Marco Biassoni ai cortometraggi animati “Lancillotto e Re Artù” assieme a Giuseppe Laganà (recentemente scomparso). La sua notorietà arriva solo alla fine del 1969 quando crea il personaggio che lo renderà famoso in tutto il mondo: La Linea, una delle star degli spot televisivi di Carosello inventata per una nota marca di pentole (Lagostina). La Linea è un dispettoso omino stilizzato, creato da un unico tratto continuo che delimita i suoi contorni e quelli degli oggetti che gli capitano davanti. L’unico elemento esterno è la mano reale del disegnatore, che di volta in volta, munita di penna, irrompe nel video. Il personaggio, inizialmente pensato senza l’uso della parola è stato poi dotato di uno strano gramelot  grazie alla vocetta stridula, stizzosa, brontolona e in parte lombarda dono dei fonemi di Carlo Bonomi che ha aggiunto un notevole peso alla personalità di mister Linea.
Sganciato il personaggio dal prodotto pubblicitario, la Linea comincia a vivere di vita propria, Cava inizia a montare brevi cortometraggi di 2 minuti e 30 secondi minuti ciascuno e vede moltiplicare il proprio successo vincendo molti festival internazionali di animazione.
Ma mentre la TV italiana rifiuta di programmare i film del personaggio accusato di non  slegarsi  del tutto dalla pubblicità che l’ha lanciato, all’estero il successo cresce in modo incredibile e gli shorts della Linea sono trasmessi in oltre 40 paesi, espandendosi addirittura in Paesi come la Libia, Israele e il Sudafrica.
Nonostante la veneranda età, La Linea, per il suo carattere innovativo e fresco, riesce ancor oggi a mantenere inalterate le sue caratteristiche espressive e comiche, risultando sempre adatta ai tempi e a ogni tipo di pubblico.
Cava ha disegnato la sua ultima linea (per la pubblicità di una banca) nel mese di marzo del 2007, anno della sua scomparsa.

GENTE D’ALTRI TEMPI. ENZO JANNACCI, NUOVE CANZONI A COLORI
Fumetto, illustrazione e pittura.

Mostra tributo al maestro milanese.
Foyer Teatro Galli
Piazza Cavour, Rimini – 11 maggio / 24 giugno 2016
Inaugurazione: giovedì 30 giugno alle ore 21.00
Ingresso libero

Orari:
11.00 – 19.00 dal mercoledì al venerdì
11.00 – 21.00 sabato e domenica
Chiuso lunedì e martedì

jannacci

Una mostra con più di 50 tavole illustrate dai principali fumettisti italiani rivivono con un intento solidale i protagonisti delle canzoni di Enzo Jannacci. Canzoni d’altri tempi tornano a vivere. A colori e in grande formato.

Tavole originali, disegni, fumetti, illustrazioni e aneddoti di tutti i colori su vita e opere del grande Enzo Jannacci medico, fantasista, cantautore e cabarettista. Un’iniziativa che intende onorare il grande artista milanese, ricordando come egli sia stato cantore, per mezzo secolo, della Milano e dell’Italia dei margini sociali, delle periferie geografiche ed esistenziali, di biografie sfortunate, stralunate, trascurate.
La mostra raccoglie il contributo grandi fumettisti, illustratori e artisti italiani, ciascuno impegnato con una delle canzoni del vasto repertorio jannacciano, con l’intento di far rivivere i personaggi del cantautore milanese, in un pantheon stralunato di antieroi, cantati senza pietismi, con ironia e disincanto, eppure con una simpatia, un’umanità e uno spirito di accoglienza che tanto hanno da insegnare all’Italia di oggi. Il ricavato della vendita delle opere in mostra è devoluto al mensile “Scarp de’ tenis” il mensile di strada ispirata alla canzone “El purtava i scarp del tennis”. Il giornale di strada promosso da Caritas Ambrosiana, e sostenuto da Caritas Italiana, che nella testata – e non solo – conserva un radicato spirito “jannacciano”, offrendo opportunità di lavoro, guadagno e reinserimento sociale a più di 150 persone senza dimora e in situazione di povertà, a Milano e in un’altra decina di città italiane.
Davide Barzi è sceneggiatore, giornalista e studioso del fumetto. Ha realizzato “Unico indizio le scarpe da tennis”, fumetto a tinte noir, ispirato dalla canzone di Enzo Jannacci “El portava i scarp del tennis” edito da Renoir.

Sandro Paté è autore di “Peccato l’argomento – biografia a più voci di Enzo Jannacci” edito da LOG edizioni.

Entrambi hanno conosciuto e frequentato per anni il maestro Enzo Jannacci.

ANDREA PAZIENZA
“…Credevo fosse uno sprazzo, era invece un inizio”

Foyer Teatro Galli
Piazza Cavour, Rimini – 11 maggio / 24 giugno 2016
Ingresso libero

pazienza

Anche per la seconda edizione della Biennale Disegno Rimini, Cartoon Club collabora con l’esposizione, dedicata ad Andrea Pazienza, di oltre cento originali dal grande interesse culturale e antropologico curata da Egisto Quinti Seriacopi.
Andrea Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto il 23 maggio del 1956, figlio d’arte di Enrico Pazienza, insegnante di educazione artistica e pittore, e di Giuliana Di Cretico. Cresce a San Severo, in provincia di Foggia, città natia del padre. Si trasferisce appena dodicenne a Pescara, dove nel 1968 frequenta il liceo artistico. Produce in quegli anni scenografie teatrali e partecipa con i suoi dipinti a collettive e personali. Si iscrive al DAMS di Bologna nel 1974, vivendo appieno gli anni della contestazione giovanile che racconterà, nel dettaglio visivo e linguistico, in quella sua opera prima dal titolo già provocatorio, “Le straordinarie avventure di Pentothal”. Dove lo “straordinario” non è certamente overture di positive avventure fantastiche. Ne è invece il contrario, è lo straordinario della realtà e della difficoltà quotidiana da parte dei giovani di quel decennio (1977-1987) di vivere la società culturale, politica e intellettuale di quel momento.
Dotato di uno straordinario talento grafico, di rapidità esecutiva e di un’eccellente creatività, si esprime passando con semplicità da una tecnica ad un’altra: l’uso di matita, penna, pennello, pennarello, tempera, olio, o tecnica mista ne dimostrano le grandi capacità espressive. Alla sua produzione narrativa affianca un’intensa produzione vignettistica e illustrativa che trova ampia ospitalità su testate come Cannibale (1977/1978), Il Male (1977/1982) e Frigidaire (1980/1985), dalla cui costola nascono altre riviste, inserti ed allegati, interessanti esperimenti dalla breve vita editoriale come Frìzzer, Vomito e Tempi supplementari.
Fra le sue tante produzioni vogliamo ricordare manifesto e locandina per “La città delle Donne” (1980) di Federico Fellini, per “Lontano da Dove” (1983) di Francesca Marciano e Stefania Casini, e quattro straordinarie copertine per altrettanti album vinilici di Roberto Vecchioni.
Muore a Montepulciano nel giugno del 1988, in piena produzione artistica, lasciando alcune opere incompiute. Aveva però terminato quello che certamente possiamo considerare la sua opera più importante, “Pompeo”, che oggi definiremmo un graphic novel. La storia incontra numerose controversie e possibili rifiuti di pubblicazione a causa dei suoi contenuti, proprio da chi lo aveva scoperto e sempre ospitato esaltandone la grande qualità narrativa e artistica; Linus e Alter Alter. “Pompeo” è realizzato di getto usando pennarelli neri, su fogli di block notes a quadretti, organizzato come un diario non razionalizzato. Questo modo di raccontare sembra ancora più intimo e autoreferenziale di un diario ma, invece di escluderci dalla sua comprensione, la sua forma ci fa arrivare il messaggio nella maniera più diretta, efficace e viscerale.
Nella prima edizione in volume di “Pentotal” (1987), Andrea Pazienza aggiunge in appendice una sorta di quello che in quel momento può essere letto come una riflessione, o il voltare pagina sulla sua produzione artistica. I tragici accadimenti legati alla sua improvvisa scomparsa, di cui ancora oggi non si conoscono le reali cause, lo fanno invece apparire come un lucido e disturbante testamento.

Diabolik Club 20 anni
Una mostra dedicata all’associazione dei fan del Re del Terrore

Palazzina Roma – Piazzale F.Fellini
Rimini – 14 / 17 luglio 2016
Ingresso libero

Il Diabolik Club è una associazione senza alcun scopo di lucro, nata per permettere ai soci di conoscersi, scambiarsi e diffondere materiale legato a Diabolik. L’attività é incentrata principalmente nella realizzazione della “Gazzetta di Clerville”, rivista ufficiale del Club, interamente dedicata all’eroe nero e a cercare di procurare materiale (libri, gadget, poster ecc. ecc.), ovviamente a sfondo Diaboliko, ai soci, soprattutto a quelli che vivono in zone scarsamente fornite dai vari produttori. Il Diabolik Club nasce da un’idea di tre amici Modenesi (Lorenzo Altariva, Roberto Roli e Cristian Miani) nella tarda primavera del 1996. In mostra a Rimini la stoia di questi primi 20 anni A dimostrazione che il mondo di Diabolik è talmente ampio che neppure il più accanito collezionista del Re del Terrore è a conoscenza di tutto ciò che esiste.

CUORE E ACCIAIO
Il mito dei super robot giapponesi

duoMo hotel – Via Giordano Bruno 28 Rimini
30 giugno- 31 luglio 2016
Ingresso libero

jeeg

Goldrake, Mazinga e i robot degli anni Settanta e Ottanta rivivono in un evento unico. La mostra “Cuore e acciaio, gli artisti italiani interpretano il mito dei super robot giapponesi” (curata dall’autore Daniele Statella) è una esposizione unica nel suo genere. 70 dei più importanti fumettisti italiani hanno reinterpretato i leggendari robot giapponesi degli ani Settanta-Ottanta con illustrazioni tributo al mito della loro infanzia. Anime (cartoni animati giapponesi) e manga (fumetti dagli occhia a mandorla) ancora oggi tra i più seguiti in tutto il mondo, e presenti nella programmazione delle tv di ogni continente, oltre ad aver segnato l’immaginario di più generazioni.

Le opere presenti nel catalogo della mostra sono dei seguenti autori:
Lola Airaghi; Max Avogadro; Fabio Punk Baldolini; Paolo Barbieri; Emanuele Boccanfuso; Francesco Barbieri; Elisabetta Barletta; Michele Benevento; Giacomo Bevilacqua; Alessandro Bignamini; Alessandro Bocci; Riccardo Bogani; Francesco Bonanno; Andrea Bormida; Sergio Cabella; Ivan Calcaterra; Giuseppe Candita; Andrea Cavaletto; Gigi Cavenago; Oscar Celestini; Raul Cestaro, Leonardo Colapietro, Giorgio Comolo; Riccardo Crosa; Fabio D’Auria; Massimo Dall’Oglio; Mariano De Biase; Fabrizio De Fabritiis; Giuseppe De Luca; Andrea Del Campo; Fabio Detullio; Federica Di Meo; Vincenzo Federici; Marco Foderà; Valentino Forlini; Alessio Fortunato; Simone Garizio; Luca Genovese, Sergio Giardo; Stefano Landini; Luca Maresca; Guido Masala; Alex Massacci; Marcello Mangiantini; Giancarlo Olivares; Oskar; Fabio Piacentini; Patrick Piazzalunga; Pasquale Qualano; Luca Raimondo; Roberto Recchioni; Matteo Resinanti; Vincenzo Riccardi; Maurizio Rosenzweig; Nicola Rubin; Fabrizio Russo; Umberto Sacchelli; Giorgio Santucci; Gianni Sedioli; Francesco Siena; Enrico Simonato; Luigi Siniscalchi; Donald Soffritti; Cristiano Spadavecchia; Daniele Statella; Mattia Surroz; Walter Venturi; Roberto Zaghi; Melissa Zanella; Ivan Zoni.