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Favole di Venezia

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Favole_di_VeneziaHugo Pratt, Rimini e Venezia. Le due città italiane che hanno in qualche modo inciso nella vita di Hugo. La prima gli ha dato i natali. Poi, l’immediato trasferimento a Venezia, dove passerà la prima infanzia per poi andare, con il padre, in altri luoghi lontani. Il destino ha sempre giocato un ruolo incredibilmente significativo, importante, in alcuni casi drammatico, nella vita di questo grande autore internazionale. Cultura, passione e accadimenti hanno inciso profondamente sul pensiero narrativo, sia testuale che grafico, di Pratt. Dopo una parentesi etiopica che inciderà fortemente anche nella struttura di alcuni suoi romanzi a divenire, o graphic novel, come oggi denominati, Hugo ritorna a Venezia, nella crepuscolare città lagunare dove meglio trova ispirazioni per i suoi racconti. A differenza di altri grandi narratori come Salgari o Verne, che poco o nulla hanno viaggiato, Hugo è un viaggiatore, abituato fin dall’infanzia agli spostamenti che farà quasi continuamente, per tutta la sua vita, senza mai separarsi da matite, colori, penne, acquarelli, carta, e quant’altro gli servisse per disegnare e realizzare le sue immagini. I suoi appunti grafici diventeranno poi le storie, i personaggi, gli uomini e le donne, delle sue narrazioni. Le donne, altro punto fermo e importante, nella sua vita. Approfittando del suo fascino e della sua vasta cultura, della conoscenza di varie lingue e altrettanti dialetti, Hugo diventa un rubacuori impenitente, con la complice collaborazione fascinosa di Corto Maltese, il suo personaggio principe, anche lui famoso nel mondo.

Venezia oggi gli offre un tributo, nel ventennale della sua scomparsa, con l’esposizione di schizzi, disegni, tavole e opere che lo ricordano, sul filo della memoria artistica di autori che con lui hanno collaborato, che a lui si sono ispirati, che hanno fatto della “scuola veneziana” uno dei più incredibili contenitori artistici che il mondo del fumetto abbia conosciuto. Stelio Fenzo ha portato avanti dopo l’incipit di Hugo personaggi straordinari come L’Ombra, Kiwi e Capitan Cormorant, poi ribattezzato Capitan Moko. Guido Fuga ha realizzato su richiesta di Pratt tutti gli automezzi, i treni, gli aerei, le autoblinde i carrarmati dentro le tavole di Corto Maltese e de Gli scorpioni del deserto. Hugo amava la precisione di questi mezzi, che arricchivano per incredibile fedeltà le sue opere, diventando non semplici accessori, ma in alcuni casi protagonisti silenti. Lele Vianello ha completato in vari periodi e momenti della sua lunga collaborazione le tavole realizzate da Pratt, e con lui ha portato a termine svariati progetti, prima di intraprendere la carriera di autore. Ivo Pavone ha vissuto con Pratt l’avventura argentina, collaborando alla realizzazione del Sergente Kirk. Stefano Babini ha vissuto con Hugo a Losanna, ricevendo dal Maestro di Malamocco un incredibile imprinting artistico, raccontato poi fedelmente nel suo graphic novel Non è stato un Pic Nic!. Milo Manara che sui testi di Hugo ha realizzato due straordinari romanzi, Tutto ricominciò con un’estate Indiana ed El Gaucho, fondamentali nel suo percorso artistico. Paolo Cossi, che ha realizzato una suggestiva biografia a fumetti di Hugo Pratt. Questi, sotto la direzione dello stesso Stelio Fenzo, hanno dato vita alla mostra “Favole di Venezia” presso il Centro Polymnia, a Mestre – Venezia – dal 30 maggio a 14 giugno, con il patrocinio del comune di Venezia e la collaborazione dell’Associazione Rosso Veneziano in Terraferma, della fumetteria Super Gulp, delle Edizioni Voilier e del Cartoon Club/Riminicomix, Festival Internazionale del Cinema di Animazione, del Fumetto e dei Games, che nel mese di Luglio dal 11 al 26, porterà questa esposizione a Rimini ricordando, con questo gemellaggio l’opera di Hugo Pratt, presso l’Ala Moderna del Museo della Città, via Tonini 1, Rimini Centro Storico, unitamente alla nuova edizione del Pratt Day 2.0 che vede la reunion di tutti questi straordinari artisti.

 

Egisto Quinti Seriacopi

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